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Avatar di Mauro Labate

Sembra un libro interessante, mi ha incuriosito. Non ho ancora letto il libro, ma mi chiedo se in qualche modo si affronta il tema del tempo speso a far maturare le idee al di fuori dell'orario lavorativo. Tante delle migliore idee che ho portato avanti negli anni mi sono venute la domenica pomeriggio o la sera dopo il lavoro mentre andavo a correre o passeggiare nei boschi. Nella settimana da 4 giorni, quel tempo verrebbe impattato in modo significativo? In positivo o negativo? Gli scambi ridotti probabilmente e la riflessione incrementata? Poi però é anche vero che il meccanismo sarebbe poco gestibile, il ricercatore Pippo magari nel suo tempo libero continua a riflettere su problematiche lavorative, mentre il ricercatore Pluto si guarda 5 serie su Netflix e il giorno lavorativo in meno si traduce in minor tempo utilizzato per far maturare le idee.

PS: Claude Opus 4.6 via Perplexity Pro o sta passando al lato oscuro :)?

Avatar di Massimo Vanzi

Complimenti Alfonso, indipendentemente dal fatto che ti sia fatto aiutare nello scrivere l'articolo ti faccio i complimenti sia per per la qualità del testo (quindi magari faccio i complimenti a Perplexity Pro) sia per le idee che evidenzi e in questo caso li faccio a te. Io come forse ti ricordi vengo da un esperienza simile alla tua, ricerca, management della ricerca, imprenditorialità innovativa, e insegnamento (insegno a UNIGE corsi di imprenditorialità innovativa) e non posso non essere d'accordo fondamentalmente con le tue osservazioni. Ma magari si potrebbe provare...anche nel mondo della ricerca non tutto il tempo è dedicato a sviluppare software o leggere articoli significativi. Se ben capisco tutto il modello si basa sul fatto che i lavoratori siano disponibili a eliminare il tempo "perso" durante la settimana in cambio di un giorno di libertà in più. Ridurre le chiacchiere alla macchina del caffè, ridurre le uscite per andare al bar a mangiare un panino, ridurre le discussioni sulla partita della squadra del cuore, etc. Mi sembra questo sia il prezzo da pagare per raggiungere il risultato che loro sostengono (100-80-100), facciamo un sondaggio in vari tipi di impresa e di lavoratori e vediamo se cambia qualcosa e se davvero chi fa un lavoro intellettualmente più impegnativo e più legato all'elapsed time ritiene che questo obiettivo nel suo caso non sia raggiungibile. Scrivendo questa risposta mi sto lentamente convincendo che forse anche nei "nostri" ambiti la cosa potrebbe funzionare, o almeno andrebbe provata. Ancora complimenti per la tua newsletter, ma un suggerimento, prenditi anche tu un giorno in più di libertà per fare altro che scrivere...