4 Commenti
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Avatar di Angelo Cofone

Caro Prof., con entusiasmo ed umiltà, questa volta sono lieto di dire che il mio punto di vista è diverso. Sandel non sostiene che il merito tiranneggi in generale, ma che spesso guardiamo solo chi “ce l’ha fatta” riconoscendolo loro il merito di aver raggiunto ciò che la società definisce conformisticamente come “successo”, senza davvero valutare quanto siano stati determinanti i fattori quali le condizioni iniziali, il capitale relazionale e la contingenza che hanno portato al riconoscimento di quello status oltre alla capacità ed all’impegno individuale. Inoltre, guardiamo chi “non ce l’ha fatta” ed in loro tendiamo a vedere solo l’assenza di merito, senza considerare le diverse condizioni iniziali, un limitato capitale relazionale oppure contingenze sfavorevoli, nonostante capacità ed impegno.

Quindi la tirannia del merito riguarda il bias ad attribuire l’assenza del merito a chi non ha avuto il riconoscimento del merito! Non riguarda invece chi lo ha avuto, visto che viene loro riconosciuto quasi automaticamente a partire dallo status raggiunto.

C’è una conversazione molto interessante tra Sandel e Piketty, pubblicata con il titolo “Uguaglianza” dove questo aspetto è chiarito.

Sono d’accordo invece sul fatto che le azioni proposte siano vaghe. Su questo punto possiamo ammettere che si può concordare sui principi generali descritti nel libro, purtroppo non abbastanza pragmatici. Dovremmo tutti impegnarci a promuovere una vera cultura del merito ed un concetto più ampio di “successo” con azioni concrete e basate su responsabilità individuale e collettiva, come società.

Di certo non stiamo vivendo l’american dream, o se c’è ancora non è sicuramente accessibile a tutti, ma non possiamo neanche pensare di dover restare immobili o addirittura giustificarci o arrenderci quando affrontiamo difficoltà lungo il percorso verso l’obiettivo di progredire.

Sarei molto felice di continuare a confrontarci.

Avatar di Alfonso Fuggetta

Ho scritto che condivido alcune sue osservazioni e, come critici citati nelle frasi riportate, lo critico perché ciò che propone é a dir poco inconsistente.

Avatar di Mario

Mi sto divertendo a fare domande a Perplexity su questo libro e sono perplesso! Forse ci vuole la versione Pro!

Avatar di MARIO CAVALLARO

Credo che lei abbia ragione. Mi occupo professionalmente di ambiti nei quali il merito dovrebbe essere addirittura l'unica religione (ad esempio, concorsi accademici, gare per l'assegnazione di contratti) ed ho avuto ampie e significative esperienze politiche, anche li valutando il merito (che anche in politica dovrebbe essere determinante per le scelte) come variabile inesistente e parlare in Italia di tirannia del merito mi sembra veramente paradossale. Il rimedio è, senza girarci intorno, che il merito ci sia e non sarebbe difficile se non avessimo tutti troppi amici, troppi parenti troppi sodali da accontentare. L'Italia è più che altri paesi (ma a giudicare da chi eleggono presidente anche altri non stanno messi bene) esposta al pericolo ma non vedo misure né legislative nè il loro presupposto sociale e culturale andare in questa direzione. Non spero bene e del resto i cicli di sviluppo e regresso delle società e delle nazioni senza essere vichiani sono una incontrovertibile realtà.