Un altro libro letto in gioventù e poi dimenticato. È impressionante vedere come rileggere un testo, un romanzo in questo caso, a grande distanza di tempo e, con qualche anno in più, te lo faccia gustare in modo del tutto nuovo e arricchente.
La storia di Zeno Cosini, per tanti versi simile a L’uomo senza qualità di Robert Musil, pare svolgersi nell’anonimato, nella mediocrità. Eppure Svevo sa cogliere i risvolti più nascosti dell’animo umano. Il capitolo sulla morte del padre è commovente.
Un altro passo nella mia scoperta/riscoperta dei classici.
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Gentile Alfonso,
Condivido completamente l’invito alla rilettura come riscoperta … non solo del testo… ma di se’ …. E aggiungo l’invito a una delle riscoperte per me …. Più illuminanti:
Francois Chloderos de Laclos: le amicizie pericolose….
Faccio una confessione: le nuove uscite mi scivolano addosso. Ho cominciato a disertare le librerie sostituendole con i mercatini dei libri usati dove posso trovare oltretutto vecchie edizioni.
Da qualche anno sono tornato ai classici. Quelli che a scuola leggevo per obbligo, senza capire davvero cosa stringevo tra le mani. Poi quelli che avrei potuto leggere ma che non scelsi. Adesso li riapro da adulto e trovo dentro cose che ritenevo non necessario cercare: me stesso, soprattutto nelle parti scomode.