Condivido completamente l’invito alla rilettura come riscoperta … non solo del testo… ma di se’ …. E aggiungo l’invito a una delle riscoperte per me …. Più illuminanti:
Francois Chloderos de Laclos: le amicizie pericolose….
Faccio una confessione: le nuove uscite mi scivolano addosso. Ho cominciato a disertare le librerie sostituendole con i mercatini dei libri usati dove posso trovare oltretutto vecchie edizioni.
Da qualche anno sono tornato ai classici. Quelli che a scuola leggevo per obbligo, senza capire davvero cosa stringevo tra le mani. Poi quelli che avrei potuto leggere ma che non scelsi. Adesso li riapro da adulto e trovo dentro cose che ritenevo non necessario cercare: me stesso, soprattutto nelle parti scomode.
Grazie per aver attivato un mio ricordo! ;-) Anzi, due:
1) il primo libro comprato in libreria a 16 anni, in Galleria (dove non c’era il tascabile) e per cui ho speso una fortuna — ma almeno il libro è ancora perfetto;
2) la domanda alla maturità su Zeno e Svevo (va bene così).
E poi una considerazione: crediamo di rimanere gli stessi nel filo degli anni e invece… no! Solo le deboli tracce rimaste nella nostra memoria ci danno quest’impressione di continuità...
Gentile Alfonso,
Condivido completamente l’invito alla rilettura come riscoperta … non solo del testo… ma di se’ …. E aggiungo l’invito a una delle riscoperte per me …. Più illuminanti:
Francois Chloderos de Laclos: le amicizie pericolose….
Faccio una confessione: le nuove uscite mi scivolano addosso. Ho cominciato a disertare le librerie sostituendole con i mercatini dei libri usati dove posso trovare oltretutto vecchie edizioni.
Da qualche anno sono tornato ai classici. Quelli che a scuola leggevo per obbligo, senza capire davvero cosa stringevo tra le mani. Poi quelli che avrei potuto leggere ma che non scelsi. Adesso li riapro da adulto e trovo dentro cose che ritenevo non necessario cercare: me stesso, soprattutto nelle parti scomode.
Grazie per aver attivato un mio ricordo! ;-) Anzi, due:
1) il primo libro comprato in libreria a 16 anni, in Galleria (dove non c’era il tascabile) e per cui ho speso una fortuna — ma almeno il libro è ancora perfetto;
2) la domanda alla maturità su Zeno e Svevo (va bene così).
E poi una considerazione: crediamo di rimanere gli stessi nel filo degli anni e invece… no! Solo le deboli tracce rimaste nella nostra memoria ci danno quest’impressione di continuità...