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Avatar di Roberto

La progressiva commoditizzazione del layer infrastrutturale a fronte della cattura del valore da parte dei livelli applicativi superiori; deprimere il "dumb pipe" il layer necessario strategico costoso e poco redditizio, liberalizzando di contro il "last mile" redditizio, non è solo un problema degli incumbent TelCo.

La disintermediazione tra fisico e servizi, lo "scissors effect" è di fatto il modello su cui si deve ragionare in tutti i settori, fino a pochi anni fa pesantemente regolamentati, anche perché nel frattempo i CAPEX necessari alla gestione e modernizzazione delle reti crescono strutturalmente, mentre i ricavi per "bit trasmesso" (o unità di servizio offerto) decrescono, comprimendo i margini degli operatori di rete.

Nel settore finanziario si parla parallelamente di "banca di radicamento", dove cioè si tengono "fisicamente" i soldi, (il dumb pipe del Finance Services, la sua rete in fibra), ma poi i servizi di pagamento (il last mile) sono sempre più terreno delle fintech o delle neobank, che possono offrire servizi economici, veloci, snelli, aggiornati e redditizi.

Perfino nel trasporto ferroviario, abbiamo il fornitore di rotaie (Ferrovie dello Stato, il dumb pipe) e chi offre i servizi di mobilità (Italo NTV, il last mile, dove i profitti sono più alti).

Con il "vertical unbundling" si sta facendo cassa svendendo e svalorizzando i "monopoli naturali", a fondi privati, a cui stiamo affidando le chiavi nella nostra sovranità nazionale.

Il Legislatore ha classificato il sottostante fisico come commodity, comprimendone i ricavi a favore della liberalizzazione dei servizi ai livelli ISO/OSI superiori. Un sistema regolatorio che ha strutturalmente disincentivato gli investimenti infrastrutturali, producendo la depressione finanziaria del settore nel suo complesso — Vodafone e Wind, per tornare alle TelCo, ne sono la dimostrazione.

Deprimere i monopoli naturali, quello cioè che è raro e non replicabile, come le connessioni in fibra, le frequenze, la Rete interbancaria (si veda Nexi), la rete ferroviaria, la rete elettrica, anche se con altre peculiarità il concetto è estendibile anche per l'acqua o le spiagge, per liberalizzare i servizi sovrastanti e aumentare la concorrenza al livello applicativo, è una scelta che ha un costo sistemico. Quel costo, che il mercato ha scaricato sugli operatori infrastrutturali fino a renderli finanziariamente fragili, deve essere riconosciuto e remunerato: attraverso la nazionalizzazione diretta del sottostante, una regolazione tariffaria che copra il reale costo del capitale investito, o modelli di separazione strutturale con open access obbligatorio. In assenza di una di queste scelte, stiamo semplicemente cedendo le chiavi della nostra sovranità infrastrutturale a capitali privati — nazionali o esteri — senza alcuna garanzia di interesse pubblico.

Avatar di Antonio

Tecnologicamente ha molto senso. Poste è un grande consumatore di Cloud oltre ai tre importanti datacenter ed è già un operatore mobile. Potrebbero intercettare la grande richiesta di sovranismo digitale che per ora è soddisfatta solo dalla Francia.

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