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Avatar di Alessandro Alinone

La qualità del testo generato continua a migliorare in maniera sorprendente.

Il punto ora, per chiunque scriva contenuti, di qualsiasi tipo, è che "policy" darsi. Ha ancora senso mettersi a scrivere per intero un testo e magari farselo migliorare da GenAI, oppure d'ora in poi sintetizziamo la nostra tesi nel prompt e ci facciamo generare il testo?

È una questione davvero pratica, prima ancora di avventurarsi su temi etici, deontologico, ecc.

Credo sia ineluttabile l'affermarsi del secondo modo di procedere (la generazione totale del testo). O magari è già così ma la maggior parte degli scrittori ancora non lo ammette? E ancora, va dichiarato in modo del tutto esplicito quale uso di GenAI è stato fatto in ogni testo, come fai ammirevolmente tu, Alfonso?

Questo commento l'ho scritto d'impeto, completamente a mano, sul cellulare e senza revisioni. Credo si noti :)

Avatar di Cristian

Buongiorno Prof. Fuggetta, leggo sempre con piacere i suoi post. Sono parzialmente d'accordo con lei con quanto scritto qui: l'AI non è l'Armageddon ma ...

Ho parzialmente vissuto in prima persona il periodo in cui l'automazione industriale e l'uso dei PC entrava nelle aziende (anni 80). All'inizio sembravano "oggetti" costosi, complessi e che rallentavano i processi. Faccio un esempio: la sostituzione di una linea di produzione quasi totalmente manuale con una linea quasi totalmente automatizzata era un investimento importante in termini economici, con un periodo lungo tra la decisione (di sostituzione) e l'installazione e messa in esercizio/tuning, con forti incertezze sul ROI.

Tuttavia i "risultati" non hanno tardato molto ad arrivare: l'automazione in generale ha sollevato le persone da compiti ripetitivi: l'arrivo dell'automazione ha ridotto la necessità "umana" a funzioni di controllo e poco altro. L'eccesso di mano d'opera in eccesso ha, invece, portato a licenziamenti, ricollocazioni e pre-pensionamenti (questo è l'effetto di cui i giornali parlano a proposito dell'AI). La cosa è cambiata con la nuova "generazione" di lavoratori (anni 90 - un decennio dopo): professionisti che l'automazione l'hanno studiata sui banchi e la "portano" nelle aziende e "colletti bianchi" che il pc lo sanno sfruttare appieno (dal documento di viaggio, al CAD, ecc.).

Ora siamo di nuovo ad un cambio di passo con AI: sebbene oggi sia chiaro che per ottenere beneficio occorre supervisione e controllo, di fatto l'AI già sostituisce attività ripetitive (come fece l'automazione industriale 40 anni fa). L'adozione dell'AI è, diversamente da automazione industriale e pc (degli anni 80/90), veloce ed economica. Inoltre l'AI è a portata di tutti (diversamente dalla complessità di PLC, sensori, motori passo passo, ecc.).

Quindi per me qualche posto di lavoro sarà perso nel breve/medio periodo, ma ho però la speranza che la nuova generazione di lavoratori (e qui confido in lei, nei suoi colleghi e nella scuola in generale) sarà una generazione che occuperà nuove posizioni di lavoro grazie all'AI e forse oggi non immaginabili.

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