Da quando ho smesso di lavorare per raggiunti limiti di età non ho più scritto una riga di programma né mi sono occupato di modellazione (leggo romanzi ottocenteschi, ascolto musica classica e scatto fotografie) ma questi post mi incuriosiscono a tal punto che mi viene voglia di installare Perplexity Pro e fare qualche esperimento.
Proverei a modificare un po’ il suo prompt: ad esempio che succede si suggeriscono dei testi che contraddicono la tesi?
Post bellissimo Alfonso. Non avevo mai pensato che il prompt dell’utente “condizionasse” il risultato della ricerca ma in effetti e’ assolutamente concepibile. Concordo con lei che questo tipo di approfondimenti vadano condivisi il piu’ possibile. Molto bello. Ancora una volta grazie !
Questa è una delle proposte di risistemazione del testo che ho ricevuto
AI: oltre l'entusiasmo del momento, sto testando sul campo i principali modelli (ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot). L’impressione? Sono strumenti potentissimi ma speculari, pronti a cambiare rotta non appena li metti in discussione. È come collaborare con un assistente brillante ma privo di una visione autonoma: fondamentale per la ricerca e il brainstorming, ma richiede una guida umana costante e decisa. Un ottimo contraddittorio, a patto di tenere sempre le mani sul volante."
Cosa ho cambiato rispetto all'originale:
Terminologia: Ho sostituito "scritto un poco di getto" con una struttura più fluida.
Metafora: Ho mantenuto l'efficace immagine del "volante", rendendola più integrata nel testo.
Chiarezza: Ho raggruppato le osservazioni per punti (omogeneità delle risposte, influenza dell'utente, velocità di rielaborazione).
Finalmente se ne parla in modo serio. Oggi tutto è AI, tutto si giustifica con AI. IO NEL MIO PICCOLO STO FACENDO UN ESPERIMENTO sottoponendo lo stesso tema di progetto a più applicazioni. (copilit, gemini, Claude, chatgpt). Sono rimasto dapprima impressionato per la qualità delle risposte ma poi ho iniziato a capire come fossero tutte simili. Inoltre nella interazione ho visto che potevo influenzare grandemente e correggere il tiro. Ogni volta ad una velocità sorprendente il sistema rielabora a tutto anche contraddicendo ciò che aveva affermato prima. In conclusione è come lavorare con un collaboratore sveglio a cui però devi continuamente raddrizzare il volante. La cosa positiva è che si può lavorare con un contraddittorio e con un assistente che si procura velocemente le informazioni.
Mi scuso per la pochezza di questo post scritto un poco digetto.
La qualità del testo generato continua a migliorare in maniera sorprendente.
Il punto ora, per chiunque scriva contenuti, di qualsiasi tipo, è che "policy" darsi. Ha ancora senso mettersi a scrivere per intero un testo e magari farselo migliorare da GenAI, oppure d'ora in poi sintetizziamo la nostra tesi nel prompt e ci facciamo generare il testo?
È una questione davvero pratica, prima ancora di avventurarsi su temi etici, deontologico, ecc.
Credo sia ineluttabile l'affermarsi del secondo modo di procedere (la generazione totale del testo). O magari è già così ma la maggior parte degli scrittori ancora non lo ammette? E ancora, va dichiarato in modo del tutto esplicito quale uso di GenAI è stato fatto in ogni testo, come fai ammirevolmente tu, Alfonso?
Questo commento l'ho scritto d'impeto, completamente a mano, sul cellulare e senza revisioni. Credo si noti :)
Buongiorno Prof. Fuggetta, leggo sempre con piacere i suoi post. Sono parzialmente d'accordo con lei con quanto scritto qui: l'AI non è l'Armageddon ma ...
Ho parzialmente vissuto in prima persona il periodo in cui l'automazione industriale e l'uso dei PC entrava nelle aziende (anni 80). All'inizio sembravano "oggetti" costosi, complessi e che rallentavano i processi. Faccio un esempio: la sostituzione di una linea di produzione quasi totalmente manuale con una linea quasi totalmente automatizzata era un investimento importante in termini economici, con un periodo lungo tra la decisione (di sostituzione) e l'installazione e messa in esercizio/tuning, con forti incertezze sul ROI.
Tuttavia i "risultati" non hanno tardato molto ad arrivare: l'automazione in generale ha sollevato le persone da compiti ripetitivi: l'arrivo dell'automazione ha ridotto la necessità "umana" a funzioni di controllo e poco altro. L'eccesso di mano d'opera in eccesso ha, invece, portato a licenziamenti, ricollocazioni e pre-pensionamenti (questo è l'effetto di cui i giornali parlano a proposito dell'AI). La cosa è cambiata con la nuova "generazione" di lavoratori (anni 90 - un decennio dopo): professionisti che l'automazione l'hanno studiata sui banchi e la "portano" nelle aziende e "colletti bianchi" che il pc lo sanno sfruttare appieno (dal documento di viaggio, al CAD, ecc.).
Ora siamo di nuovo ad un cambio di passo con AI: sebbene oggi sia chiaro che per ottenere beneficio occorre supervisione e controllo, di fatto l'AI già sostituisce attività ripetitive (come fece l'automazione industriale 40 anni fa). L'adozione dell'AI è, diversamente da automazione industriale e pc (degli anni 80/90), veloce ed economica. Inoltre l'AI è a portata di tutti (diversamente dalla complessità di PLC, sensori, motori passo passo, ecc.).
Quindi per me qualche posto di lavoro sarà perso nel breve/medio periodo, ma ho però la speranza che la nuova generazione di lavoratori (e qui confido in lei, nei suoi colleghi e nella scuola in generale) sarà una generazione che occuperà nuove posizioni di lavoro grazie all'AI e forse oggi non immaginabili.
Mio errore, avrei dovuto scrivere: "Sono parzialmente d'accordo con questo articolo scritto dall'AI: l'AI non è l'Armageddon ma ...". Sono anche d'accordo con l'affermazione che l'AI è una "amplificatore" che va nella direzione di quanto espresso nel prompt.
Tuttavia rimango convinto che nel breve ci saranno effetti negativi sull'occupazione (soprattutto con certe caratteristiche) causati dall'AI ma che nel lungo periodo ci potrebbe essere una inversione di tendenza.
Sempre che il governo di qualche paese, ricordandosi del film Wargames (Film del 1983 diretto da John Badham), non decida di sostituire gli uomini vicino ai bottoni rossi con l'AI: ecco in quel caso, la duttilità dell'AI ad assecondare il prompt potrebbe essere un grosso problema.
la domanda é se gli effetti negativi a breve termine sono causati da AI o giustificati da AI. Sarà molto difficile distinguere le due casistiche perché suonerà sempre molto meglio "abbiamo fatto efficienza" rispetto a "non siamo stati molto bravi".
Grazie per averlo condiviso in questo modo
Post bellissimo.
Grazie mille
Da quando ho smesso di lavorare per raggiunti limiti di età non ho più scritto una riga di programma né mi sono occupato di modellazione (leggo romanzi ottocenteschi, ascolto musica classica e scatto fotografie) ma questi post mi incuriosiscono a tal punto che mi viene voglia di installare Perplexity Pro e fare qualche esperimento.
Proverei a modificare un po’ il suo prompt: ad esempio che succede si suggeriscono dei testi che contraddicono la tesi?
Post bellissimo Alfonso. Non avevo mai pensato che il prompt dell’utente “condizionasse” il risultato della ricerca ma in effetti e’ assolutamente concepibile. Concordo con lei che questo tipo di approfondimenti vadano condivisi il piu’ possibile. Molto bello. Ancora una volta grazie !
Questa è una delle proposte di risistemazione del testo che ho ricevuto
AI: oltre l'entusiasmo del momento, sto testando sul campo i principali modelli (ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot). L’impressione? Sono strumenti potentissimi ma speculari, pronti a cambiare rotta non appena li metti in discussione. È come collaborare con un assistente brillante ma privo di una visione autonoma: fondamentale per la ricerca e il brainstorming, ma richiede una guida umana costante e decisa. Un ottimo contraddittorio, a patto di tenere sempre le mani sul volante."
Cosa ho cambiato rispetto all'originale:
Terminologia: Ho sostituito "scritto un poco di getto" con una struttura più fluida.
Metafora: Ho mantenuto l'efficace immagine del "volante", rendendola più integrata nel testo.
Chiarezza: Ho raggruppato le osservazioni per punti (omogeneità delle risposte, influenza dell'utente, velocità di rielaborazione).
Finalmente se ne parla in modo serio. Oggi tutto è AI, tutto si giustifica con AI. IO NEL MIO PICCOLO STO FACENDO UN ESPERIMENTO sottoponendo lo stesso tema di progetto a più applicazioni. (copilit, gemini, Claude, chatgpt). Sono rimasto dapprima impressionato per la qualità delle risposte ma poi ho iniziato a capire come fossero tutte simili. Inoltre nella interazione ho visto che potevo influenzare grandemente e correggere il tiro. Ogni volta ad una velocità sorprendente il sistema rielabora a tutto anche contraddicendo ciò che aveva affermato prima. In conclusione è come lavorare con un collaboratore sveglio a cui però devi continuamente raddrizzare il volante. La cosa positiva è che si può lavorare con un contraddittorio e con un assistente che si procura velocemente le informazioni.
Mi scuso per la pochezza di questo post scritto un poco digetto.
La qualità del testo generato continua a migliorare in maniera sorprendente.
Il punto ora, per chiunque scriva contenuti, di qualsiasi tipo, è che "policy" darsi. Ha ancora senso mettersi a scrivere per intero un testo e magari farselo migliorare da GenAI, oppure d'ora in poi sintetizziamo la nostra tesi nel prompt e ci facciamo generare il testo?
È una questione davvero pratica, prima ancora di avventurarsi su temi etici, deontologico, ecc.
Credo sia ineluttabile l'affermarsi del secondo modo di procedere (la generazione totale del testo). O magari è già così ma la maggior parte degli scrittori ancora non lo ammette? E ancora, va dichiarato in modo del tutto esplicito quale uso di GenAI è stato fatto in ogni testo, come fai ammirevolmente tu, Alfonso?
Questo commento l'ho scritto d'impeto, completamente a mano, sul cellulare e senza revisioni. Credo si noti :)
Buongiorno Prof. Fuggetta, leggo sempre con piacere i suoi post. Sono parzialmente d'accordo con lei con quanto scritto qui: l'AI non è l'Armageddon ma ...
Ho parzialmente vissuto in prima persona il periodo in cui l'automazione industriale e l'uso dei PC entrava nelle aziende (anni 80). All'inizio sembravano "oggetti" costosi, complessi e che rallentavano i processi. Faccio un esempio: la sostituzione di una linea di produzione quasi totalmente manuale con una linea quasi totalmente automatizzata era un investimento importante in termini economici, con un periodo lungo tra la decisione (di sostituzione) e l'installazione e messa in esercizio/tuning, con forti incertezze sul ROI.
Tuttavia i "risultati" non hanno tardato molto ad arrivare: l'automazione in generale ha sollevato le persone da compiti ripetitivi: l'arrivo dell'automazione ha ridotto la necessità "umana" a funzioni di controllo e poco altro. L'eccesso di mano d'opera in eccesso ha, invece, portato a licenziamenti, ricollocazioni e pre-pensionamenti (questo è l'effetto di cui i giornali parlano a proposito dell'AI). La cosa è cambiata con la nuova "generazione" di lavoratori (anni 90 - un decennio dopo): professionisti che l'automazione l'hanno studiata sui banchi e la "portano" nelle aziende e "colletti bianchi" che il pc lo sanno sfruttare appieno (dal documento di viaggio, al CAD, ecc.).
Ora siamo di nuovo ad un cambio di passo con AI: sebbene oggi sia chiaro che per ottenere beneficio occorre supervisione e controllo, di fatto l'AI già sostituisce attività ripetitive (come fece l'automazione industriale 40 anni fa). L'adozione dell'AI è, diversamente da automazione industriale e pc (degli anni 80/90), veloce ed economica. Inoltre l'AI è a portata di tutti (diversamente dalla complessità di PLC, sensori, motori passo passo, ecc.).
Quindi per me qualche posto di lavoro sarà perso nel breve/medio periodo, ma ho però la speranza che la nuova generazione di lavoratori (e qui confido in lei, nei suoi colleghi e nella scuola in generale) sarà una generazione che occuperà nuove posizioni di lavoro grazie all'AI e forse oggi non immaginabili.
Non sono io che l'ho scritto :-) È questo il punto del post. È stata GenAI!
È comunque l'analisi degli studi degli ultimi 40 anni, quella sì l'avevo letta e ho detto io a GenAI di inserirla.
Mio errore, avrei dovuto scrivere: "Sono parzialmente d'accordo con questo articolo scritto dall'AI: l'AI non è l'Armageddon ma ...". Sono anche d'accordo con l'affermazione che l'AI è una "amplificatore" che va nella direzione di quanto espresso nel prompt.
Tuttavia rimango convinto che nel breve ci saranno effetti negativi sull'occupazione (soprattutto con certe caratteristiche) causati dall'AI ma che nel lungo periodo ci potrebbe essere una inversione di tendenza.
Sempre che il governo di qualche paese, ricordandosi del film Wargames (Film del 1983 diretto da John Badham), non decida di sostituire gli uomini vicino ai bottoni rossi con l'AI: ecco in quel caso, la duttilità dell'AI ad assecondare il prompt potrebbe essere un grosso problema.
la domanda é se gli effetti negativi a breve termine sono causati da AI o giustificati da AI. Sarà molto difficile distinguere le due casistiche perché suonerà sempre molto meglio "abbiamo fatto efficienza" rispetto a "non siamo stati molto bravi".