Cinque proposte di nuove tasse o prelievi in sei mesi. Ma i proponenti (e non solo) non si chiedono come siano stati usati i tanti soldi spesi in questi anni.
Analisi molto vera che potrebbe essere ampliata in due direzioni: le necessità di equità - per non perdere il consenso la fiscalità italiana ha perso quasi tutta la progressività, che invece è indispensabile; e una società stagnante, nella quale la politica intermedia tra il 70 e l’80% dell’attività economica, che penalizza l’impresa e il rischio, che privilegia le rendite, di ogni tipo (penso ai costi che devono sostenere le imprese per i “servizi” delle camere di commercio, per esempio).
Acuto e giusto. Solo una osservazione. La nostra pressione fiscale è certo analoga a quella dei paesi scandinavi e non così i nostri servizi pubblici. Però cio’ accade non solo perché noi siamo inefficienti e sbagliamo a spendere (l’argomento ben descritto nell’articolo) ma anche perché una buona quota degli incassi dai tributi serve a ripagare il nostro alto debito pubblico. Tanto che siamo spesso in avanzo primario. Insomma, in realtà abbiamo a disposizione meno risorse di quelle che hanno loro.
Come si gestisce quella spesa a regime é il paragrafo più importante. Troppo spesso manovre come i condoni sono stati usati per finanziare spese ordinarie. Si tratta di una chiara distorsione, ogni spesa ordinaria finanziata con entrate straordinarie non é sostenibile per definizione. Purtroppo i proclami populisti come la patrimoniale secca fanno presa su un gran numero di persone che non capirebbe una parole di questo articolo.
Concordo. È qualcosa che penso già da diversi anni. Un'azienda privata rivede le entrate e le uscite constantemente, prende decisioni anche difficili per garantirsi la sopravvivenza, cerca di ottimizzare dove possibile, cercando nuovi fornitori o processi che ne migliorino l'efficienza. Lo Stato è invece una tremenda macchina pubblica fatta di un sacco di ingranaggi che lavora male, spende anche peggio, ma non rivede le sue decisioni o comportamenti.
Como Scrum Master, non posso leggere il suo post senza non rilevare la situazione come una mancata applicazione del framework, specialmente la mancata Sprint Review e Retrospective. Si prende una decisione, si implementa e se ne rivedono gli effetti. Se gli effetti sono positivi, bene, si cerca di migliorare di più. Altrimenti, si cerca di capire cosa è andato storto e aggiustarlo e rivedere di nuovo. Nel nostro caso, non esiste alcuna revisione delle decisioni e delle sue conseguenze.
Di fatto si prendono decisioni molto simili ad altre prese nel passato ed errate, aspettandosi risultati diversi, e sappiamo tutti cosa questo voglia dire.
il punto chiave, a mio modesto parere (sono semplicemente assessora in un Comune, sono un "tecnico" e nella mia vita "normale" lavoro in un centro di ricerca), è questo: "Dopo Cottarelli, nessun governo ha più voluto fare quel mestiere: scomodo, tecnico, senza ritorno elettorale." perché purtroppo nella PA la politica, nel senso più negativo del termine, è quasi sempre guidata dal ritorno elettorale e solo da quello, dalla cosa più piccola a quella più grande. So che è la scoperta dall'acqua calda, ma l'amara verità è che di migliorare le cose, di farlo in modo equo, onesto, ragionevole, di risolvere i problemi, di spendere veramente con qualità, di creare impatto positivo e duraturo, di valutare davvero ciò che si fa, di misurarlo, non importa quasi a nessuno. Importa il voto, e basta, in un ciclo continuo che si autoalimenta in mezzo a un vuoto totale sconcertante ma di fatto accettato dalla maggior parte della popolazione. Grazie sempre, Professore, dei suoi post.
La prima considerazione. Chi ha il compito istituzionale di fare i conti, li sbaglia sistematicamente. Quelli che azzecca sono quelli calcolati ex-post, ma anche li ci sarebbe da dire.
Seconda considerazione. Credo che il problema sia la poca serietà (nessuno si vergona), la confort zone (se sbagli non vai casa), la stupidità (lei sull'argomento ha già scritto).
Un mix che non ammette vie di uscite, questa realtà c'è la dobbiamo tenere, è granitica, non ha brecce. Forse l'AI più avanti potrà dire che il re è nudo.
Terza considerazione. Ci vorrebbe un MYTHOS per mettere in luce le falle dei sistemi e svelare il sottobosco di intrighi, clientele e interessi tossici. E sia chiaro non mi riferisco solo all'ambito pubblico.
Mi chiedo perché nessuno ha pensato ancora a un servizio online basato su una qualsiasi AI per valutare le scelte politiche sia prima che dopo (gap analysis) e la pubblicazione di un report periodico. Ma anche se qualcuno si prendesse la briga di farlo, quanti cittadini elettori lo leggerebbe e voterebbe di conseguenza? Pochi.
Il report passerebbe per i telegiornali? Non credo, preferiscono dedicare spazio all'ultimo cantante di turno che raccontare ad esempio, con la enfasi dovuta, un fenomeno incredibile dimostrato nel 2022 come l'entanglement, di cui continuo ogni giorno da allora ad essere letteralmente stupefatto.
Analisi molto vera che potrebbe essere ampliata in due direzioni: le necessità di equità - per non perdere il consenso la fiscalità italiana ha perso quasi tutta la progressività, che invece è indispensabile; e una società stagnante, nella quale la politica intermedia tra il 70 e l’80% dell’attività economica, che penalizza l’impresa e il rischio, che privilegia le rendite, di ogni tipo (penso ai costi che devono sostenere le imprese per i “servizi” delle camere di commercio, per esempio).
Non c’è da essere molto ottimisti.
Acuto e giusto. Solo una osservazione. La nostra pressione fiscale è certo analoga a quella dei paesi scandinavi e non così i nostri servizi pubblici. Però cio’ accade non solo perché noi siamo inefficienti e sbagliamo a spendere (l’argomento ben descritto nell’articolo) ma anche perché una buona quota degli incassi dai tributi serve a ripagare il nostro alto debito pubblico. Tanto che siamo spesso in avanzo primario. Insomma, in realtà abbiamo a disposizione meno risorse di quelle che hanno loro.
Come si gestisce quella spesa a regime é il paragrafo più importante. Troppo spesso manovre come i condoni sono stati usati per finanziare spese ordinarie. Si tratta di una chiara distorsione, ogni spesa ordinaria finanziata con entrate straordinarie non é sostenibile per definizione. Purtroppo i proclami populisti come la patrimoniale secca fanno presa su un gran numero di persone che non capirebbe una parole di questo articolo.
Concordo. È qualcosa che penso già da diversi anni. Un'azienda privata rivede le entrate e le uscite constantemente, prende decisioni anche difficili per garantirsi la sopravvivenza, cerca di ottimizzare dove possibile, cercando nuovi fornitori o processi che ne migliorino l'efficienza. Lo Stato è invece una tremenda macchina pubblica fatta di un sacco di ingranaggi che lavora male, spende anche peggio, ma non rivede le sue decisioni o comportamenti.
Como Scrum Master, non posso leggere il suo post senza non rilevare la situazione come una mancata applicazione del framework, specialmente la mancata Sprint Review e Retrospective. Si prende una decisione, si implementa e se ne rivedono gli effetti. Se gli effetti sono positivi, bene, si cerca di migliorare di più. Altrimenti, si cerca di capire cosa è andato storto e aggiustarlo e rivedere di nuovo. Nel nostro caso, non esiste alcuna revisione delle decisioni e delle sue conseguenze.
Di fatto si prendono decisioni molto simili ad altre prese nel passato ed errate, aspettandosi risultati diversi, e sappiamo tutti cosa questo voglia dire.
il punto chiave, a mio modesto parere (sono semplicemente assessora in un Comune, sono un "tecnico" e nella mia vita "normale" lavoro in un centro di ricerca), è questo: "Dopo Cottarelli, nessun governo ha più voluto fare quel mestiere: scomodo, tecnico, senza ritorno elettorale." perché purtroppo nella PA la politica, nel senso più negativo del termine, è quasi sempre guidata dal ritorno elettorale e solo da quello, dalla cosa più piccola a quella più grande. So che è la scoperta dall'acqua calda, ma l'amara verità è che di migliorare le cose, di farlo in modo equo, onesto, ragionevole, di risolvere i problemi, di spendere veramente con qualità, di creare impatto positivo e duraturo, di valutare davvero ciò che si fa, di misurarlo, non importa quasi a nessuno. Importa il voto, e basta, in un ciclo continuo che si autoalimenta in mezzo a un vuoto totale sconcertante ma di fatto accettato dalla maggior parte della popolazione. Grazie sempre, Professore, dei suoi post.
Una precisazione per evitare polemiche inutili. Sono per un sistema fiscale progressivo e per correggere le distorsioni di quello attuale.
La prima considerazione. Chi ha il compito istituzionale di fare i conti, li sbaglia sistematicamente. Quelli che azzecca sono quelli calcolati ex-post, ma anche li ci sarebbe da dire.
Seconda considerazione. Credo che il problema sia la poca serietà (nessuno si vergona), la confort zone (se sbagli non vai casa), la stupidità (lei sull'argomento ha già scritto).
Un mix che non ammette vie di uscite, questa realtà c'è la dobbiamo tenere, è granitica, non ha brecce. Forse l'AI più avanti potrà dire che il re è nudo.
Terza considerazione. Ci vorrebbe un MYTHOS per mettere in luce le falle dei sistemi e svelare il sottobosco di intrighi, clientele e interessi tossici. E sia chiaro non mi riferisco solo all'ambito pubblico.
Mi chiedo perché nessuno ha pensato ancora a un servizio online basato su una qualsiasi AI per valutare le scelte politiche sia prima che dopo (gap analysis) e la pubblicazione di un report periodico. Ma anche se qualcuno si prendesse la briga di farlo, quanti cittadini elettori lo leggerebbe e voterebbe di conseguenza? Pochi.
Il report passerebbe per i telegiornali? Non credo, preferiscono dedicare spazio all'ultimo cantante di turno che raccontare ad esempio, con la enfasi dovuta, un fenomeno incredibile dimostrato nel 2022 come l'entanglement, di cui continuo ogni giorno da allora ad essere letteralmente stupefatto.
Grazie Prof. a presto.