Discussione su questo Post

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Avatar di Vogliamo Futuro

Ho trovato l'analisi molto convincente, soprattutto quando mostra come il problema non sia la qualità delle università, ma l'assenza di un sistema capace di trasformare ricerca e innovazione in sviluppo economico. Mi è rimasta però una domanda: se questa diagnosi è corretta, chi dovrebbe fare concretamente questo lavoro? Oggi le competenze sono disperse tra ministeri, agenzie, partecipate, fondi e programmi diversi, ciascuno con obiettivi propri. Forse il problema non è solo di politiche industriali, ma di architettura istituzionale. Per questo, nel mio piccolo, ho provato a immaginare un Istituto per lo Sviluppo Nazionale: un investitore pubblico strategico, con competenze manageriali, incaricato di coordinare gli investimenti di lungo periodo e trasformare ricerca, brevetti e capitale pubblico in sviluppo economico. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa, perché mi sembra che partiamo dalla stessa diagnosi ma arriviamo a soluzioni diverse.

Avatar di Mauro Labate

La propensione al rischio in EU é bassa e i capitali bassi. Ho raccolto fondi un paio di volte in precedenti startup e, come scriveva in un altro post, fino a 1-2m si trovano, poi quando si passa ai round successivi ti chiedono cash flow positivo e EBITDA >15%. Troppo presto, in US vanno avanti 15 anni a bruciare capitali per crescere, poi a volte emerge Google, Amazon o Anthropic. Non dico che non serva un piano per arrivare a profitability, ma chiederla quando stai ancora cercando il product market fit tarpa le ali da subito.

Poi segue tutto il tema delle tasse, costi, incentivi, etc.

Visti i successi dei nostri migliori studenti all'estero, non credo proprio che il problema siano le università, il problema grosso é tenersi i talenti che hai fatto germogliare, invece di buttarci sopra il sale.

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Assolutamente, procediamo.