Dei Pink Floyd tutti citano tre album: The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e The Wall. Molti, a ragione, citano anche Animals (bellissimo).
Ma i Pink Floyd che amo forse di più sono quelli che credo siano dominati da Rick Wright: Atom Heart Mother, Meddle e il grande, strano, folle Ummagumma.
Un disco con quattro pezzi live semplicemente stratosferici, a cominciare da una versione pazzesca di “Astronomy Domine” di Syd Barrett e dalle urla agghiaccianti di “Careful with That Axe, Eugene”. E poi un disco sperimentale, in cui i quattro, a turno, provano le atmosfere e i suoni più strani, spaziali, “otherworldly”.
Non è facile da ascoltare. Ma che creatività e voglia di sperimentare!
Unico, a cominciare dalla copertina lunare di Hipgnosis.
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Concordo Professore, quel doppio è la vera quintessenza della psichedelia e gli altri due album citati li amo quanto lei. La falsa ricorsività della copertina poi è un tocco geniale!
Poi certo TDSOTM è il capolavoro maturo, per quanto mi riguarda tutto quel che è seguito va in discesa (livelli stellari ma comunque discesa creativa).
Grazie amico!