Piccola esperienza con Cowork
Non faccio commenti. Non è uno scherzo, è tutto vero.
Questa mattina alle 10:30 sono andato dal dentista per un fastidioso impianto di un perno. Finito, torno a casa e, per distrarmi, provo a vedere se vale la pena usare Cowork di Claude invece di Todoist per gestire i miei contatti di lavoro e le cose da fare, con una semplice pipeline gestita tramite un Kanban.
Ho attivato l’abbonamento a Claude Pro e installato un plugin per Sales. Siccome in alcuni casi non capivo cosa dovessi fare per completare il processo, ho chiesto aiuto e, in almeno tre occasioni, Claude mi ha dato suggerimenti che non corrispondevano alle opzioni disponibili sullo schermo. In un caso, Claude mi ha chiesto di scattare uno screenshot per capire cosa vedevo sullo schermo di Claude Cowork.
Dopo aver installato il plugin, mi dice che lo configura con il mio profilo. Tutti i dati sono sbagliati perché ha preso da Internet dati datati. Gli dico di controllare LinkedIn e mi risponde che non può accedervi.
Allora provo a passargli il link del mio sito.
Ore 13, torno a Todoist.
© 2026 Alfonso Fuggetta & Sonia Montegiove. Salvo diversa indicazione, tutti i contenuti di questa pubblicazione sono protetti da copyright e rilasciati con licenza CC BY-NC-ND 4.0: https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/deed.it




Molto interessante e diversissima dalla mia esperienza. Io sono riuscito a far fare a CoWork un intero questionario per raccogliere feedback dal mio team, inclusa la generazione delle domande, l'implementazione del questionario in MS Forms, l'invio della richiesta di compilazione a tutti gli interessati, il push per ottenere un buon numero di risposte e la compilazione di un report con i findings, tutto con interventi minimi su ogni step di output.
La sua esperienza, molto diversa, mi fa riflettere su come su questi nuovi tool AI sia ancora più difficile trarre conclusioni generali rispetto a quando si valutavano prodotti tradizionali. Se prendiamo un tool tradizionale, e.g. Notion, poteva capitare che avesse funzionalità più o meno adatte ale mie esigenze, ma se un collega me lo raccomandava, difficilmente mi trovavo a provare una schifezza. Con GenAI si può invece passare da "magico" a "non funziona at all" semplicemente variando lo use case e i prompt.