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Avatar di Elena_Bi

Buongiorno! Il libro che hai citato è molto richiesto in questo periodo. Io non l'ho ancora letto quindi non posso fare riflessioni sul suo contenuto.

Siamo entrambi cattolico quindi abbiamo una formazione molto simile, immagino.

La mia opinione è che bisognerebbe partire dal chiedersi chi siamo noi nella nostra essenza più profonda. Da cristiani siamo anzitutto creature amate immensamente, prima che peccatori. Lo siamo noi quanto gli altri, buoni e cattivi che siano.

Se non si parte da questo presupposto temo che il lasciar andare si avvicini pericolosamente al fregarsene.

Proprio ieri mi è stato raccontato che Maria Goretti, sul punto di morire, ha chiesto a Dio di portare in Paradiso il suo assassino. Non gli ha chiesto solo di perdonarlo o di lasciarlo andare al suo destino, gli ha chiesto di convertirlo.

Naturalmente questi sono atti eroici che non sono richiesti a tutti, ma ci sono varie forme di auto-tutela dal male e quella che il Vangelo propone mi sembra la più efficace e appagante.

Se ti va e hai tempo, puoi spiegarmi meglio qual è la "ricetta" del libro?

Avatar di Corrado “Gano” Ganassi

Aggiungo una mia opinione: credo che spesso il male sia generato senza alcun vantaggio per chi lo produce, come scrive Carlo M .Cipolla, perché siamo pervasi da un tasso di ignoranza, malafiducia e inconsapevolezza enorme che spesso raggiunge livelli veramente difficili da spiegare. In questo senso” lasciare andare” è una formula di autodifesa e risparmio energetico, anche se a 61 anni ero già arrivato naturalmente ad applicare spesso questa formula, uno dei motivi per cui ho finito a fatica il libro, anche se ho rivisto dinamiche vissute a livello personale e familiare. Il definirlo” americano” è perché l ho trovato in alcune parti molto manualistico ( tipo Dieci modi per diventare …) che mi ha ricordato alcune convention aziendali dove ti vogliono convincere che puoi vendere 30 aspirapolvere al giorno e diventare ricco. A volte le cose sono molto complesse e non basta contare fino a cinque per ripartire. Queste semplificazioni mi hanno fatto un po’ sorridere, anche se un fondo di verità lo si trova. Non credo che leggerò altro di questa autrice.