Italo Calvino — Lezioni americane
C’è una frase sul software nelle Lezioni americane che non ho mai dimenticato.
Ci sono libri che non si finisce mai di leggere. Non perché siano difficili o lunghi, ma perché ogni tanto riemerge dalla memoria un passaggio, e ti ritrovi a riaprirlo. Lezioni americane di Calvino è uno di questi.
Lo comprai quando uscì, nel 1988. Avrebbero dovuto essere sei lezioni, sei parole chiave per la letteratura del futuro: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza. Cinque le scrisse; della sesta restò solo il titolo. Non arrivò mai a tenerle. Morì nell’85, tre anni prima che il libro vedesse la luce.
La prima lezione, la leggerezza, è quella che ho sempre trovato più bella. Calvino cerca in letteratura ciò che il peso del mondo tende a toglierle: la capacità di stare sulle cose senza affondare, di trattare la realtà con un tocco lieve senza smettere di vederla.
E poi, nel mezzo di questo ragionamento sulla leggerezza come valore letterario, compare il software:
“Il software non potrebbe esercitare i poteri della sua leggerezza se non mediante la pesantezza del hardware; ma è il software che comanda, che agisce sul mondo esterno e sulle macchine.”
Scritto nel 1985. Quando “software” era ancora una parola che quasi nessun lettore di letteratura avrebbe saputo definire.
Ho passato decenni a lavorare sul software, a insegnarlo, a pensarci, a discutere di ciò che lo rende difficile e di ciò che lo rende bello. Non ho mai trovato una sintesi più elegante di questa: la leggerezza che comanda, che agisce sul mondo, ma che ha bisogno della pesantezza per esistere.
Vale la pena rileggerlo. Lo farò.
Disclaimer: questo post è stato realizzato con il supporto di Claude.
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Bello anche il ribaltamento del senso comune . Il senso comune direbbe che conta il ferro, la macchina, il peso fisico. Calvino afferma l'opposto: è la struttura immateriale — il codice, l'istruzione, il pensiero formalizzato — a comandare il reale. La leggerezza non è fragilità, è potenza. Un pensiero molto profondo (Claude apprezzerebbe molto 😀)