Il sistema con cui lavoro: skill, ClickUp, filesystem
Una mappa complessiva del mio ambiente di lavoro. Nei prossimi post entrerò nel merito delle singole skill.
Qualcuno di voi me lo ha chiesto e ho pensato utile farlo: questo è il primo post sulle skill che uso quotidianamente. Apro con la mappa di come ho costruito il mio sistema di produttività: le sedici skill che ho scritto, l’ambiente ClickUp dove vivono i task, il filesystem organizzato secondo Johnny Decimal dove vivono i file. Nei prossimi post tornerò su singole skill che penso possano essere di vostro interesse.
1. Che cos’è una skill
Forse non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma è comunque utile ricordarlo. Una skill è una procedura scritta che Claude può leggere ed eseguire. Tecnicamente è una cartella che contiene un file Markdown (SKILL.md) con istruzioni in linguaggio naturale, eventualmente accompagnato da file di riferimento (template, esempi, script ausiliari). È un manuale operativo, scritto una volta e riutilizzato a ogni invocazione.
Una skill ha tre caratteristiche:
Un nome e una descrizione: il nome serve per invocarla, la descrizione indica a Claude quando attivarla automaticamente in base alle parole della richiesta.
Istruzioni operative: cosa fare passo per passo, quali strumenti usare, in che ordine e con quali output.
Memoria di contesto: regole specifiche del mio modo di lavorare, file da consultare prima di iniziare, formati standard da produrre.
Per esempio, quando dico a Claude “chiudiamo la giornata”, parte la skill daily-journal-evening: produce il log della giornata, estrae il pre-brief per domani da ClickUp, svuota la mia inbox personale. Quando gli chiedo “scrivi un post su X”, parte la skill post-writer che legge la mia guida di stile ed esegue la procedura interattiva per costruire la struttura argomentativa di un post per A bassa voce. La differenza con un prompt ad hoc è che, con un prompt, devo fornire ogni volta il contesto e la descrizione dell’output; con una skill il contesto è già presente e l’output è ripetibile.
2. Perché ho cominciato a costruirle
Tre ragioni, in ordine di importanza crescente.
La prima è il risparmio di tempo. Senza skill, ogni sessione comincia con cinque-dieci minuti di setup: spiegare chi sono, cosa sto facendo, quali file consultare, in che formato voglio l’output. Una skill assorbe tutto questo. Per la singola sessione il risparmio non è grande; sommato per le tante sessioni della settimana, vale parecchio tempo.
La seconda è la coerenza. I post di A bassa voce hanno una voce precisa: registro saggistico, struttura circolare, regole tipografiche, una lista di pattern AI da evitare. Senza skill, ogni volta che chiedo a Claude di aiutarmi con un draft, devo ricordargli, per esempio, che “cruciale” va tagliato, che le citazioni vanno verificate con un web fetch e che la nota di assistenza AI va in fondo al post. Con la skill post-writer queste regole vengono codificate una sola volta e applicate sistematicamente.
La terza è la più interessante e l’avevo sottovalutata. Costruire una skill mi costringe a scrivere per esteso una routine che fino a quel momento avevo solo in mente. Routine implicite: come strutturo un intervento, come gestisco la chiusura della giornata, come decido se un libro merita un post. Metterle nero su bianco le rende ripetibili, criticabili e migliorabili. Diverse delle mie skill sono nate per Claude e si sono trasformate nel manuale operativo del mio lavoro intellettuale, indipendentemente dall’AI.
3. Come ho organizzato il sistema
Oggi ho sedici skill personali (escluse quelle di sistema fornite con Claude per formati standard come pdf, xlsx, docx). Le ho raggruppate in quattro famiglie, per dominio funzionale.
Famiglia 1: Scrittura
Sette skill che coprono l’intero flusso di scrittura: Substack, libri, paper accademici e professionali.
post-writereabv-style-guide: l’assistente principale per i post argomentativi di A bassa voce, con la guida di stile letta in automatico.libro-della-settimanaealbum-della-settimana: le due rubriche brevi (100-200 parole), con regole proprie e titolo nel formato Autore — Opera (Anno).book-writer: la pipeline LaTeX per i miei progetti di libro, che include la compilazione e la gestione dei capitoli. Sono passato dal mio amato Scrivener a LaTeX perché così tutto il processo di scrittura è gestito tramite Claude. Spero che Scrivener fornisca al più presto un’interfaccia MCP nativa (ne esistono già di terze parti).paper-writer: articoli per riviste accademiche (ad esempio, CACM, IEEE Software) e professionali (ad esempio, Sloan Management Review, lavoce.info). Due sottotipi nella stessa skill.fact-check: verifica strutturata di un testo prima della pubblicazione: citazioni, dati, attribuzioni, stress test argomentativo.
Famiglia 2: Conoscenza personale
Due skill per gestire l’informazione che entra e che esce dal mio sistema.
media-manager: la libreria di immagini (loghi, foto, screenshot) con una convenzione di denominazione e un indice ricercabile.substack-analytics: analisi delle performance di A bassa voce (open rate, engagement, registri che funzionano).
Famiglia 3: Attività quotidiane
Quattro skill per il lavoro operativo: gestione della giornata, riunioni, pubblicazione, manutenzione.
daily-journal-evening: la routine serale di chiusura: log, pre-brief di domani da ClickUp, svuotamento dell’inbox personale.minutes-management: verbali di riunione su ClickUp, gestiti sia da Mac sia da mobile.post-publication: runbook dopo la pubblicazione di un post: aggiornamento degli stati ClickUp e scheduling dei lanci social via Buffer.workspace-housekeeping: audit periodico di coerenza del mio workspace (paths, template, ClickUp, cross-reference fra file).
Famiglia 4: Didattica e presentazioni
Tre skill per la docenza universitaria e per le presentazioni.
exam-generator: generazione di temi d’esame del Politecnico, con soluzioni e griglie di correzione.presentation-designer: concezione e outline di una presentazione (dal taglio narrativo allo storyboard).slides-markdown: generazione di slide in formato Markdown (Deckset e compatibili) a partire da un documento sorgente.
Skill importate
Le sedici skill qui sopra le ho scritte io (insieme a Claude). Ne uso anche due di terze parti, integrate nel mio sistema:
stop-slop: eliminazione dei pattern AI tipici (contrasti binari, falsa agency, avverbi riempitivi) da qualsiasi testo. Open-source, scritta da Hardik Pandya. La invoco come verifica finale conpost-writerefact-check.llm-wiki: costruzione e manutenzione di un wiki personale alimentato da LLM (ingest di articoli, ricerca, query, lint periodico). Open-source, ideata da Andrej Karpathy, la uso come knowledge base personale sul mio Mac oltre all’integrazione con Reader/Readwise.
4. Lo strato sotto: ClickUp e il filesystem
Le skill non vivono nel vuoto: si appoggiano a un task manager con liste, custom field, automazioni. Lo strumento è ClickUp (integrato via MCP). Ci sono arrivato passando per Todoist. ClickUp è molto più potente. La migrazione l’ho costruita con Claude: gli ho chiesto di esaminare come lavoravo in Todoist (progetti, etichette, filtri, routine ricorrenti) e gli ho detto cosa volevo ottenere in più e di diverso: gestire in modo integrato progetti, didattica, contenuti editoriali e operazioni quotidiane, senza saltare tra app diverse per attività dello stesso lavoro. Claude mi ha generato la prima versione del workspace: liste, gerarchie, custom field, automazioni. Io l’ho aggiustata in base all’uso che ne faccio. Oggi la manutengo insieme alle skill: se cambio un’automazione di ClickUp, spesso modifico anche una skill su cui ci si appoggia, e viceversa.
Il secondo strato è il filesystem dei miei documenti, organizzato con il metodo Johnny Decimal: una struttura ad albero numerata, in cui ogni area (10–19 Life admin, 20–29 Work docs) contiene categorie (21 Books, 22 Media, 26 Progetti…) e ciascuna categoria contiene progetti o asset trasversali. ClickUp e filesystem sono separati ma accoppiati: ogni task in ClickUp ha un custom field JD Reference che punta alla cartella corretta sul disco. Quando lavoro su un task, l’allegato fisico (PDF, draft, slide) è già nel posto giusto; quando archivio un task, non devo riorganizzare nulla.
5. Il workspace Claude
Accanto al filesystem JD vive una cartella separata, ~/Documents/Claude/ che non segue la numerazione di Johnny Decimal. È il workspace operativo delle skill: ciò che le skill leggono per sapere come comportarsi e ciò che scrivono come output intermedio o come archivio. Ha una struttura propria, articolata in tre strati.
Il primo strato è la configurazione. In root vivono i file .md che codificano le regole globali del mio sistema: CLAUDE.md (regole generali e gerarchia source-of-truth), TAXONOMY.md (tassonomia dei tipi di documento), jd-routing.md (mappa del sistema Johnny Decimal), typography-rules.md (corsivo, virgolette, formati dei titoli) e operations-reference.md (riferimento operativo cross-dominio). Ogni file ha un perimetro preciso e gli altri lo citano come fonte autoritativa.
Il secondo strato sono le cartelle di dominio, ciascuna con il proprio CLAUDE.md: Editorial System/ (hub editoriale), Social Manager/ (post Substack, LinkedIn, X), Libro/ (pipeline LaTeX), Productivity/ (daily log e routine), Presentations/, Wiki/, Esami-PoliMI/, ClickUp Management/ (con workspace-config.md come fonte autoritativa sulla struttura ClickUp). Quando una skill opera su un dominio, legge il CLAUDE.md di quel dominio per applicare le regole locali.
Il terzo strato è di supporto e archivi: Templates/, Skill Archive/, Dashboards/, Artifacts/, Scheduled/, più gli archivi storici (Archivio Medium/, Archivio Substack/, Archivio Meeting/, Music/, Gestione Spese/). Sono i materiali a cui le skill attingono o che producono, ma che non richiedono regole proprie.
La rete dei CLAUDE.md è il vero collante del sistema. È un’architettura volutamente decentralizzata: il CLAUDE.md di root non contiene tutto, ma coordina. Le regole specifiche stanno nei domini, e ogni volta che le tocco con una skill so dove andare a guardare.
6. Un sistema vivo
Nessuna di queste skill è scritta una volta per tutte. Le aggiorno e le arricchisco di continuo: ogni volta che un’esecuzione mi mostra che una regola manca, che un’istruzione è ambigua, che un caso non è previsto. È un approccio agile allo sviluppo delle skill: ogni uso reale è un piccolo test che mi dice cosa funziona e ogni correzione entra subito nel testo. Le skill più mature, come post-writer o daily-journal-evening, sono arrivate alla forma attuale dopo decine di iterazioni; le più giovani sono ancora in assestamento.
Ho costruito questo sistema insieme a Claude: ho detto quello che volevo, Claude mi ha fatto delle proposte e, insieme, l’abbiamo raffinato e lo stiamo facendo evolvere.
7. Cosa troverete nei prossimi post
Pubblicherò un post ogni due settimane circa, alternandolo agli altri contenuti della pubblicazione. La struttura sarà sempre la stessa: cosa fa la skill, in quali casi la uso, una sequenza di esempi reali, cosa funziona e cosa rifarei diversamente.
L’ordine sarà per famiglia, cominciando dalla scrittura: quella su cui ho iterato di più e che meglio mostra il rapporto fra una procedura scritta e una voce che resta riconoscibile. Ogni post sarà autocontenuto: si potrà leggere il pezzo su daily-journal-evening senza aver letto quello su post-writer.
Una nota di metodo. Le mie skill sono personali per costruzione, perché codificano il mio modo di lavorare. Non aspettatevi di copiarle e usarle come sono. Il valore di questa serie, se ce n’è uno, è mostrare che la categoria “skill” è accessibile a chiunque abbia voglia di scrivere una procedura. E che il sottoprodotto di scriverla, cioè capire come si lavora, vale spesso più dell’automazione che ne deriva.
Ovviamente, ogni suggerimento che mi permetta di correggere, migliorare ed estendere è più che benvenuto.
Questo post è stato scritto con l’assistenza di Claude. Le idee, le posizioni e il ragionamento sono miei.
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