Aggiungo all’ottimo articolo un piccolo punto di riflessione: un progetto di trasformazione digitale è parte di una visione di medio/lungo periodo, questo permette sia di disegnare architetture coerenti con la visione sia di gestire il cambiamento organizzativo nei tempi necessari alle persone per assimilare il nuovo. Purtroppo a volte un buon piano con anche un forte commitment finisce per essere applicato male in fase di execution, in particolare quando il fattore tempo diventa un vincolo sia per l’adoption dei nuovi processi e sistemi, sia per la conclusione del progetto.
Condivido in toto. Aggiungo solo una appendice al tema della “commoditizzazione”, derivata dal mio passato professionale.
La cultura dell'IT come “centro di costo da spremere” ha generato danni profondi.
Ha svalutato professionalità complesse e ridotto l'attrattiva del settore per i giovani laureati.
Se vogliamo invertire la rotta della c.d. transizione digitale, dobbiamo prima di tutto ridare dignità, investimenti e valore strategico a chi la tecnologia la progetta, la realizza e la governa.
Ottimo articolo, ha toccato punti importanti di un mondo che è estremamente sottovalutato. La miopia porta alla commoditizzazione, l outsourcing priva l'azienda di risorse strategiche, per non parlare della digitalizzazione a parità di processi ..
È una situazione che, nella mia esperienza di consulente in ambito IT, ho vissuto molto spesso . In particolare , invece, ho apprezzato le situazioni dove l’IT dipende dalla organizzazione aziendale , quale ente aziendale che è alle dipendenze della direzione generale, poiché è una posizione e una responsabilità al di sopra delle direzioni “operative”
Un bellissimo parallelo che si può allargare anche oltre il mondo IT. Il Trump phone ne é un esempio lampante, passato da "produrremo un mobile device interamente in USA", a "non siamo più capaci di produrre un device mobile in USA, quindi facciamo un reskin di un telefono Coreano". Troppo spesso negli executive team si trae la conclusione "questo pezzo dell'azienda é un costo", e quindi si fa outsourcing, e quindi si perdono le competenze, e quindi si perde la capacità di innovare e trasformare.
Delegare ciò che ha un basso valore aggiunto e trattarlo come costo va benissimo, ma l'identificazione di cosa abbia un basso valore aggiunto é fondamentale. Se si sbaglia la diagnosi, la cura può essere peggiore della malattia.
Aggiungo all’ottimo articolo un piccolo punto di riflessione: un progetto di trasformazione digitale è parte di una visione di medio/lungo periodo, questo permette sia di disegnare architetture coerenti con la visione sia di gestire il cambiamento organizzativo nei tempi necessari alle persone per assimilare il nuovo. Purtroppo a volte un buon piano con anche un forte commitment finisce per essere applicato male in fase di execution, in particolare quando il fattore tempo diventa un vincolo sia per l’adoption dei nuovi processi e sistemi, sia per la conclusione del progetto.
Condivido in toto. Aggiungo solo una appendice al tema della “commoditizzazione”, derivata dal mio passato professionale.
La cultura dell'IT come “centro di costo da spremere” ha generato danni profondi.
Ha svalutato professionalità complesse e ridotto l'attrattiva del settore per i giovani laureati.
Se vogliamo invertire la rotta della c.d. transizione digitale, dobbiamo prima di tutto ridare dignità, investimenti e valore strategico a chi la tecnologia la progetta, la realizza e la governa.
bisognerebbe farne un manifesto, ottimo articolo
Articolo molto condivisibile. Grazie per gli spunti di riflessione.
Ottimo articolo, ha toccato punti importanti di un mondo che è estremamente sottovalutato. La miopia porta alla commoditizzazione, l outsourcing priva l'azienda di risorse strategiche, per non parlare della digitalizzazione a parità di processi ..
👍
È una situazione che, nella mia esperienza di consulente in ambito IT, ho vissuto molto spesso . In particolare , invece, ho apprezzato le situazioni dove l’IT dipende dalla organizzazione aziendale , quale ente aziendale che è alle dipendenze della direzione generale, poiché è una posizione e una responsabilità al di sopra delle direzioni “operative”
Tutto condivisibile.
È la seconda volta che inizi un articolo con una citazione che io ho usato in un articolo molto più datato, in questo caso la citazione di Harvard Business Review: https://giovannistoto.blogspot.com/2024/07/strategia-operativa-e-it.html
Un bellissimo parallelo che si può allargare anche oltre il mondo IT. Il Trump phone ne é un esempio lampante, passato da "produrremo un mobile device interamente in USA", a "non siamo più capaci di produrre un device mobile in USA, quindi facciamo un reskin di un telefono Coreano". Troppo spesso negli executive team si trae la conclusione "questo pezzo dell'azienda é un costo", e quindi si fa outsourcing, e quindi si perdono le competenze, e quindi si perde la capacità di innovare e trasformare.
Delegare ciò che ha un basso valore aggiunto e trattarlo come costo va benissimo, ma l'identificazione di cosa abbia un basso valore aggiunto é fondamentale. Se si sbaglia la diagnosi, la cura può essere peggiore della malattia.