Ho scoperto Shawn Phillips solo poche settimane fa. Incredibile, visto che suona dagli anni ‘60. Non ne avevo mai sentito parlare. È un musicista eclettico che ha prodotto album davvero particolari, intrecciando generi e stili.
In questi giorni sto ascoltando alcuni dei suoi album. Uno mi ha particolarmente colpito: Furthermore (1974).
Per dire quanto sia particolare, il primo brano mi ricorda la seconda facciata di Utopia di Todd Rundgren, quel brano incredibile di trenta minuti intitolato “The Ikon”. Ma quel che segue ha sfumature e accenti molto diversi, nessuno banale, e una ricchezza di suoni e ritmi che mi ha sorpreso davvero.
Per esempio, il secondo brano, “Starbright”, ha un’atmosfera che mi ricorda molto i Love di Forever Changes, anche se qui la melodia è dettata dal piano e non dalle chitarre.
Comunque, da ascoltare.
P.S.: Visto che ci sono e l’ho citato, ascoltate anche l’album dei Love. Bellissimo.
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Dai, non ci credo. Avendo circa la tua età e molti gusti prog in comune, mi stupisce. Tutti noi ascoltavamo Second Contribution nei primi ‘70, e pensa, proprio oggi in una mia playlist ho ascoltato The Ballad Of Casey Deiss, ballatona nostalgica. In compenso, ignoravo che il baldo inglese napoletano avesse continuato a suonare fino a tempi recentissimi. Mi ero fermato ad allora, anche perché nel frattempo sono passato al jazz…