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A Natale ero a cena con la famiglia di mia moglie e sua cugina ha condiviso le sue esperienze di docente di scuola elementare e tra queste una ci ha particolarmente colpito: il fatto che il collegio docenti in una scuola decide sulla didattica e la dirigenza scolastica non può entrare nel merito. Io e mia moglie, dopo 20 anni di lavoro in aziende più o meno grandi, abbiamo chiesto com’è possibile risolvere le divergenze se non c’è un capo che decide e detta la direzione, che estremizzando é quello che succede nel settore privato, e la risposta di Marta è stata che se una maestra non è convinta di un piano di azione non lo può difendere e portare avanti con convinzione e quindi per loro è impensabile che la dirigenza detti il loro operato. Ci siamo resi conto che nelle grandi aziende, che ormai sono quasi tutte di stampo americano, viviamo immersi in un mondo in cui non solo se non sei d’accordo non devi dirlo, ma spesso sei tenuto a dover giustificare e difendere con clienti e stakeholder posizioni completamente diverse dalle tue. Penso che sia la vita di milioni di corporate workers in questo mondo che porta il confine tra chi sei e chi devi apparire a diventare sempre più blur.

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Assolutamente, procediamo.