Chi sei? Dove sei? Qual è il tuo vero io?
Troppi passano il tempo a nascondersi, a recitare una qualche parte per promozione, vanagloria, potere, convenienza. Pochi sanno essere realmente se stessi. E se la finissimo una volta per tutte?

Passiamo il tempo a recitare, ad offrire un’immagine di noi che non è vera, non è sincera. È ciò che ci serve per apparire, per piacere o, banalmente, per barcamenarci in situazioni complesse. Ho troppe volte la sensazione di incontrare maschere e non persone, involucri che non lasciano trasparire chi ci sia davvero dietro.
Io tendo a credere alle persone. Se mi dicono una cosa, io credo sia vera, o quantomeno che mi stiano parlando in modo sincero, anche quando dovessero sbagliarsi. Troppe volte non è così. Troppe volte siamo parte di una recita in cui dobbiamo, da un lato, fingere di essere chi non siamo e, dall’altra, credere a ciò che sappiamo non essere vero. Troppe volte siamo parte di una commedia degli equivoci o delle convenienze.
Spesso mi dicono che ho un carattere impulsivo e atteggiamenti duri. Inizio a credere che il vero problema sia che dico sempre quel che penso, giusto o sbagliato che sia. La trasparenza e il candore oggi non sono una virtù, sono un peso.
Un altro segno della decadenza.


